Gli spari di Soweto

A Soweto, la township più grande del Sud Africa

Barbara Oggero fotografia viaggio travel street photography Soweto south africa johannesburg spari chiesa fori proiettile rivolta studentescaNel giugno del 1976 gli studenti di Soweto protestarono contro la decisione governativa di rendere obbligatorio l’inglese nelle scuole al posto dell’afrikaans. Ne nacquero violenti scontri con la polizia che sparò su un corteo di oltre diecimila studenti e una spirale di protesta-violenza che durò  una decina di giorni provocando centinaia di morti. Tra gli eventi più cruenti e simbolici viene ricordato l’assedio e l’irruzione nella chiesa cattolica Regina Mundi dove morirono cinquecento studenti.

Durante il tour di Soweto veniamo portati nell’edificio religioso e il custode ci mostra i segni ancora evidenti di quel giorno funesto: buchi di proiettili conficcati sul soffitto, l’altare in marmo spezzato col calcio di un fucile, le originali vetrate in plexiglass forate dall’esterno e dall’interno, a dimostrazione che la polizia sparò sugli studenti disarmati anche una volta fatta irruzione.

L’emozione di trovarsi a Soweto, al cospetto della Storia che ha popolato una parte della mia crescita e consapevolezza sociale, è stata tanta. Trovarmi in quei luoghi e sentir parlare di situazioni divenute negli anni ’80 delle ballate di gruppi anglosassoni è stato un anello che si è chiuso, in un certo senso. Ma se spoglio la visita del mio vissuto, allora posso dire che l’ho trovata decisamente deludente, complice forse anche la giornata di festa (26 dicembre) con museo e casa di Mandela chiusi.

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