
I festeggiamenti per il caro estinto [English below]
La festa dei morti è un rito millenario che unisce culture diverse, distanti tra di loro anche chilometri nello spazio. Tutte le civiltà hanno infatti nel loro ‘palmares’ un giorno dedicato al culto del caro estinto (perché la morte è da sempre l’unica certezza nella vita), che affonda le proprie origini nella credenza che una volta all’anno i defunti tornano a visitare i vivi. La commemorazione assume allora toni e sfumature conformi allo spirito di ciascuna popolazione, registrando il picco di allegria e ottimismo ne ‘El Día de los Muertos’ celebrato in Messico.
Il rito ha radici preispaniche e oggi propone una mescolanza tra antiche formule e celebrazioni cattoliche, mantenendo comunque inalterata la convinzione che la morte è il proseguimento della vita in un mondo parallelo. Per questo motivo i messicani si adoperano in grandi preparativi per far ritrovare la via di casa ai trapassati, infanti e adulti, oltre a vegliare per due notti nella loro attesa.
La festa ha assunto però anche una connotazione allegorica con valenze politiche e artistiche. Gli epitaffi umoristici su vizi e virtù degli estinti, che venivano profferiti proprio nella notte del loro palesarsi, vennero estesi ai ricchi e politici del periodo post-indipendentista, assumendo i caratteri della satira, per ridicolizzarne le ricchezze e la presunzione.
L’arte invece si sbizzarrì riprendendo le rappresentazioni antecedenti al colonialismo di teschi e scheletri, come quelle che si trovano a Teotihuacan e Chichen Itza, per darne una rappresentazione moderna. Incisioni (famose sono quelle di Guadalupe Posada), dipinti e marionette raffigurano corpi di sole ossa, vestiti – acconciati – truccati, e impegnati in attività quotidiane, talvolta anche lascive. Oltre ad apparire la chiara ispirazione per alcuni film d’animazione di Tim Burton, questi scheletri rendono l’idea del rapporto tra i messicani e la ‘muerte’: un evento doloroso della vita, ma vissuto in maniera fatalista, conservando sempre un ottimismo di fondo.
Sul Messico / About Mexico
Mexico City
Chiapas
Chichen Itza
San Juan Chamula
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The celebrations for the deceased.
The festivity of the dead is an age-old ritual that unites different cultures, far from each other even kilometers into the world. All civilizations have in their ‘trophies’ a day dedicated to the worship of the deceased (because death is the only certainty in life), which has its origins in the belief that once a year the dead return to visit the living people. The commemoration takes on tones and shades with the spirit of each population, recording the peak of happiness and optimism in the ‘Día de Muertos’ celebrated in Mexico.
The ritual has pre-Hispanic roots and now offers a mix of ancient formulas and Catholic celebrations, while keeping unchanged the belief that death is the continuation of life in a parallel world. For this reason, the Mexicans will endeavor in great preparations to find the way back home to the deceased, infants and adults, as well as watch for two nights in their hold.
The celebration has taken also allegorical connotations with political and artistic values. The humorous epitaphs of vices and virtues of the deceased, which were told on the night of their return, were extended to the rich people and politicians of the post-independence period, taking on the character of satire, for ridicule their riches and presumption.
The art instead recovers the representations before the colonialism of skulls and skeletons, such as those found in Teotihuacan and Chichen Itza, to give them a modern representation. Engravings (famous are those of Guadalupe Posada), paintings and puppets depict bodies of only bones, clothes – styled – rigged, and engaged in daily activities. In addition to appearing the clear inspiration for some Tim Burton’ movies, these skeletons give the correct idea of the relationship between Mexicans and the ‘muerte’: a painful event of life, but lived in a fatalistic way, with an underlying optimism.


Hotel Torino
Hotel Venezia
Hotel Firenze


Ho visto molti di questi scheletri nella casa di Frida Kahlo a Città del Messico.
Adoro il retaggio culturale di questi giorni.
Questi scheletri sbucano un po’ ovunque in Mexico. Quasi quanto l’icona della Madonna de Guadalupe!