Il Collezionista di Marsiglia

Un giallo ambientato tra Stati Uniti e Francia, dal sapore di pregiati vini francesi

Peter Mayle è innegabilmente innamorato del sud della Francia, avendo scelto la Provenza come luogo elettivo, ambientandovi i suoi romanzi e diventando anche Cavaliere della Legion d’Onore per il trasporto con cui racconta di luci, profumi e sapori endemici.

Conosciuto soprattutto per ‘Un’ottima annata’ (ambientato a Cucuron, in quel paradiso terrestre che è il Parco Nazionale del Luberon), da cui è stato tratto il celebre film di Ridley Scott con Russell Crowe, Mayle è capace davvero con le sue descrizioni di far comprendere cosa significa il bien vivre tanto usuale in quelle zone.

Anche ne ‘Il Collezionista di Marsiglia’ egli riesce a far sgorgare dalle pagine il gusto di piatti che provocano istantanei languorini, la bellezza di paesaggi come fossero delle fotografie e l’intensità dei colori tanto vivi grazie a quel sole Mediterraneo mai avaro. Il pretesto per dichiarare ancora una volta il proprio amore verso questa terra è una storia di furti dalla tinta giallo stinto, ma che evoca nella mente i film anni ’60 con i volti espressivi dei giovani Delon e Belmondo.

Partendo dalla collina di Los Angeles, passando per i vigneti di Bordeaux e approdando nel porto di Marsiglia, lo scrittore racconta di cantine di vini pregiati dal valore milionario, di lusso ostentato, di belle donne scontate, condito da un machismo che a tratti irrita ma più spesso fa sorridere. Tutto ciò non toglie comunque il piacere di immergersi nella lettura e cogliere così lo spirito di quei luoghi e il loro essere tranquillamente speciali. Una sorsata rinfrescante per chi li ha visitati e ne è rimasto colpito, e una guida emozionale per chi si prepara ad andarvi.

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