Animalier

Occhi vitrei fissano il passaggio dei visitatori nel Museo di Scienze Naturali di Torino

Un odore di chiuso e polvere sedimentata nelle pelli trattate degli animali impagliati si accompagna a quello del legno sprigionato dalle teche dove sono racchiusi esemplari di leoni, giraffe, foche, leoni marini, uccelli, piante e minerali.

Barbara Oggero fotografia Torino Museo Scienze Naturali animali impagliati

L’edificio ottocentesco nel centro del capoluogo piemontese accoglie così diverse decine di migliaia di specie raccolte nel corso di decenni di ricerca e in virtù del passato storico della città. Tra tutti spicca infatti l’elefante indiano maschio, battezzato Fritz, dato nel 1827 dal viceré d’Egitto a Carlo Felice in cambio di cento pecore merinos.

Lo scheletro di un dinosauro campeggia inoltre nel mezzo di una stanza, coi denti aguzzi in bella vista e un’aria poco rassicurante, nonostante gli stucchi e decori in tinta crema impreziosiscano le alte pareti bianche. Diverse epoche e diversi contesti che stridono, si integrano e si fondono, diventando complementari.

Barbara Oggero fotografia Torino Museo Scienze Naturali scheletri

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