I due che se le danno

In Piazza Palazzo di Città, a Torino, si innalza la statua celebrativa a Amedeo VI (1334/83), detto anche il Conte Verde

Fisico tonico e tratti del volto gentili, il prode è stato immortalato con una magistrale potenza dallo scultore Pelagio Pelagi (nel 1853) nell’atto di brandire la spada per colpire il guerriero turco sdraiato ai suoi piedi (in celebrazione della vittoriosa Crociata del 1366); il bronzeo ritratto ci insegna e ricorda che il Conte fu sovrano, politico, condottiero, cavaliere e crociato dal temperamento audace e certamente egocentrico: sono molte infatti le storie raccontate su di lui, esaltandone le gesta eroiche e quelle amatoriali, passando da un verace entusiasmo per i tornei cavallereschi a un’esaltante e corrisposto piacere per le dame.

Ma ciò per cui egli è ricordato, e che gli è valso il soprannome, è la smodata passione verso il colore verde, usandolo per gli abiti propri e del seguito, per le bardature dei cavalli e i vessilli, per gli addobbi dei castelli, le tende militari e le vele delle barche, tanto da farne un marchio personale.

Detta anche popolarmente Dei dui ca s’dan’ (dei due che se le danno), la statua si trova davanti al Municipio di Torino, dove ai tempi del Conte vi era già la sede comunale che custodiva il volume con le leggi e consuetudini da lui approvate (Il Codice della Catena), dimostrando anche le sue capacità di amministratore oculato e previdente.

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