
Nella torinese Chiesa della Consolata sono esposti migliaia di quadretti votivi che illustrano la vita della gente comune, le sue speranze, urgenze e priorità [English version below]
Proprio davanti allo storico caffè ‘Bicerin’, in Piazzetta della Consolata si erige l’omonima Chiesa-Santuario conosciuta a gran parte dei torinesi come luogo di devozione. A chi si ferma per degustare la celebre bevanda dolce è consigliata anche una visita all’edificio religioso, intanto per i marmi, gli affreschi e gli stucchi che creano un’esplosione architettonica barocca, e poi per la galleria di quadretti votivi collocati in un angolo, poco distante dall’altare, e che raccontano la vita della gente comune, le sue urgenze e priorità.
Addentrandosi infatti nella Chiesa,
costeggiando la parete destra, si giunge in una vera pinacoteca sui generis, con oltre 2000 (duemila) disegni esposti sulle alte pareti, fin al soffitto e fin dove l’occhio non riesce più a distinguere le immagini, le spalline militari e le riproduzioni (in cera o metallo) di parti del corpo. Sono ‘storie di grazia e devozione’ disegnate per lo più con tratti naïf e per questo genuini, che raccontano di malattie gravi e guarigioni miracolose, della guerra (soprattutto la seconda), dei bombardamenti su Torino e di deportazioni nei campi di concentramento, di emigrazioni e sciagure, di infortuni sul lavoro e incidenti in auto.
Una testimonianza della storia recente e non, poiché si trovano anche ex-voto sull’assedio alla città del 1706, sul colera del 1835, fino alla riproduzione in argento della Stella Polare (1900) offerta dalla Regina Margherita di Savoia per il successo della spedizione al Polo Nord di Luigi Amedeo di Savoia.
Nel silenzio e nella penombra della galleria c’è da restare incantanti ad ammirare la devozione e la fiducia delle persone davanti a quei fatti della vita troppo grandi per esser gestiti e controllati, se non attraverso la fede in qualcosa di più Alto. O attraverso la speranza – tutta umana – per un futuro migliore.
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Pinacoteca sui generis
Into the Church of the Consolata, in Turin, are exposed thousands of votive pictures that tell genuinely the lives of ordinary people, its urgency and priority.
Just in front of the historic coffee ‘Bicerin’, in Piazzetta Consolata stands the homonymous Church Sanctuary-known to most of Turin people as a place of devotion. Who stops to taste the famous sweet drink, I also recommend a visit to the religious building, so to see marble, frescoes and stucco creating a Baroque architecture, and then for the gallery placed in a corner, not far from the altar, that tells the lives of ordinary people, its urgency and priority.
Entering it in the Church, along the right wall, which leads into a gallery sui generis, with over 2000 (two thousand) votive paintings exposed on the high walls, as far as the eye can no longer distinguish, between images, military epaulettes and reproductions (in wax or metal) of parts of the body. That are ‘stories of grace and devotion’ painted mostly in a naive way about serious illness and miraculous healings, world wars (especially the second), the bombing over Turin and deportation to concentration camps, of migration and disasters, accidents at work and car troubles.
An evidency of the recent history and not only, as they are also ex-voto of the siege of the city in 1706, the cholera epidemic of 1835, till the Polar Star (1900) copy offered by Queen Margaret of Savoy for the success of the expedition in North Pole by Luigi Amedeo of Savoy.
In the silence and soft darkness of the tunnel is to be enchanted to admire the devotion and trust of the people in front of those facts of life that are too big to be managed and controlled, if not through faith in something more. Or through the hope – all human – for a better future.


Hotel Torino
Hotel Venezia
Hotel Firenze


Se mai dovessi venire a Torino… mi ci porti??
assolutamente sì. bicerin e consolata: un binomio inscindibile
quando vieni/venite?