Non correre!

“Solo il cibo corre, quindi – qualsiasi cosa stiate facendo – non correte!”

Questo è il primo comandamento che viene impartito a chi effettua un safari nel bush sud africano e questo è anche il motto del libro di Peter Allison (“Don’t run, whatever you do”), una guida di origini australiane che ha messo su carta alcuni dei molti episodi incorsi durante anni di professione.

I suoi resoconti, brevi e incisivi, mantengono sempre un tono leggero nonostante inizino spesso da eventi pericolosi, come l’incontro vis a vis con un leone, oppure la scomparsa di un turista ubriaco e fortunatamente ritrovato addormentato sotto un albero la mattina successiva. Racconti che sono davvero simili a quelli ascoltati dalle guide in carne e ossa durante i viaggi africani, la sera davanti a un falò e con una tazza di caffè in mano. Aneddoti che provocano risate, ma sfociano talvolta in attimi di silenzio ricordando un compagno di lavoro o un turista più temerario, perché la natura indomita non concede sempre sconti e, sotto le spoglie di un felino o magari di un alligatore, ripristina il proprio ruolo di giudice supremo sulla vita e sulla morte.

Un libro che è anche un manuale di bon ton della savana per scoprire piccoli accorgimenti su come comportarsi in alcune occasioni, come – ad esempio – non stare mai dietro una zebra spaventata perché la paura la induce a produrre flatulenze così pestifere da compromettere la capacità respiratoria per qualche minuto; oppure che non bisogna infilarsi in un branco di elefanti, altrimenti la carica è garantita. Ma anche in questo caso è bene non correre e starsene quieti, magari pregando un qualsiasi Dio, sperando che i pachidermi non siano così lunghi di memoria come dicono.

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