Il Gioielliere degli Zar

Gli oggetti della Bottega Fabergé, esposti alla Reggia di Venaria Reale (TO) fino al 9 Novembre, sono dei pezzi di artigianato sublimi, che mostrano il livello di precisione raggiungibile dalla mano dell’uomo

Bisogna riconoscere la bravura quando la si incontra e non lasciarsi impressionare solo dall’oro, dai diamanti e dalle pietre preziose variamente assortite e intrecciate per stabilirne la bellezza, perché anche con materiali meno nobili la produzione del Mastro Orafo francese avrebbe lo stesso grande potere ammaliatore, fatto di gusto estetico, leggerezza e  fantasia.

La mostra si articola in un percorso suddiviso in tre sezioni che si snoda nelle dieci Sale delle Arti e permette di ammirare 13 delle celebri uova e oltre 350 oggetti prodotti nella fabbrica orafa di San Pietroburgo. I nomi dei molti artigiani che lavorarono nella bottega raccontano di un ambiente laborioso, dove le capacità manuali di molti incontrarono il genio creativo del titolare della Maison.

In esposizione si trovano perciò anche beni appartenuti alla famiglia reale russa, come i portasigarette o il portatabacco, il binocolo da teatro e i set da scrivania, le fibbie e i gioielli, fino alle tante cornici in miniatura per i volti timidamente virati al colore dei bambini e dei loro genitori. Oggetti figli della loro epoca, della nostra, così moderni il cui contatto col lusso quasi spiazza tanta è la nostra abitudine ad avere a che fare con monili antichi.

È un’evoluzione di stile quella che si può ammirare dentro le teche illuminate, che cavalca il passaggio tra i secoli XIX e XX, ma che racconta sempre il benessere esagerato in cui pochi hanno vissuto sulle spalle di un popolo esasperato e spinto dalla fame verso la Rivoluzione.

NOTA: Non è possibile scattare fotografie.

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