Yogurt, ma greco

In questo ultimo giorno d’estate il pensiero vola al mare e all’azzurro del cielo greco, con un colore così pieno che pare steso da un imbianchino con uno spesso pennello

Il ricordo di case imbiancate di calce per combattere il calore riportano in auge un altro candore, posto dentro bicchieri o coppette di vetro: lo yogurt greco, dolce seppur leggermente acidulo. Un alimento perfetto per concludere il pasto, per iniziare la giornata o spezzare l’appetito di un ozioso pomeriggio vacanziero.

Non sarà certo un cibo divino, ma la sua cremosa consistenza è deliziosa e rinfrescante, soprattutto quando la frutta sugosa della Grecia vi poggia sopra e ne mescola il sapore; oppure quando la frutta secca ne tempesta la superficie immacolata e lotta per non annegare sotto un copioso strato di miele.

Degustazioni recenti si mescolano con altre più antiche e, consapevole che ogni prima volta traccia un segno indelebile sulle superfici intonse, riaffiora alla mente il ricordo di una colazione a base di tanta bontà in quel di Folegandros, isola cicladica. Altri tempi e una maggiore malizia, che acuiscono lo spirito d’osservazione e il palato, hanno invece reso quasi tollerabile quel gusto troppo indulgente verso il formaggio gustato in una gelateria della Plaka (Milos, Cicladi), mentre era discutibile il barattolo del supermercato rovesciato sul momento a Oia (Santorini, Cicladi), in un locale dove preparano una ghiotta varietà di gyros-pita. Ma questa  è un’altra storia e – com’è noto – non si può pretendere di avere tutto dalla vita!

 

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