La Strada Sbagliata

Al titolo italiano preferisco di gran lunga quello originale, in inglese, ‘The wrong way home’ , perché racchiude in poche parole il senso di questo libro e del viaggio verso casa intrapreso dall’autore seguendo la strada sbagliata: quella più lunga!

In un’epoca e una condizione in cui i viaggi sono delimitati da un arco temporale e un biglietto di ritorno con data (quasi) fissa, il copywriter in pausa sabbatica Peter Moore decide di prendersi il proprio ritmo e – partendo da Londra – tornare nella sua Sidney via terra.

Seguendo la filosofia degli hippy, unita a un grossa invidia nei loro confronti, lo scrittore attraversa l’Europa, il Medio Oriente e l’Asia in un itinerario tutto sommato lineare, concepito per evitare le zone calde e virare verso altre di maggiore interesse. Con un budget limitato egli percorre kilometri e macina incontri e aneddoti, con descrizioni brillanti di vizi e virtù endemici, proponendo in sottofondo una colonna sonora degna di un romanzo on-the-road.

La narrazione indulge talvolta nella guida turistica, e seppure il viaggio sia stato intrapreso nel 1994, rimane nel complesso la lettura divertente di un’esperienza figlia della sua e della nostra malinconica stagione.

Soundtrack:
Fat Bottomed Girls – Queen (Londra)
All That She Wants – Ace of Base (Istanbul)
Troublegum –Therapy? (Pakistan)
Come on feel… – Lemonheads (Lhasa)
Heaven Knows – Rick Price (Laos)
Knuckle too Far – James (Sidney)

 

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