A tutto Kheer!

India-Crema-di-riso

La prima volta che mi è stato servito un budino di riso in un ristorante di New Delhi ho pensato fosse vomito di neonato [English version below], per quel colore bianco latte digerito male e per il galleggiare di pezzetti d’alimenti non meglio identificati.

Sul menù c’era scritto ‘Kheer’, con sotto la traduzione inglese ‘Rice Pudding’, interpretata come un marchio di garanzia. Ma in questo caso, come per molte pietanze importate da altre culture, è incorsa una sorta di mutazione che ne ha adattato l’aspetto e il gusto alle esigenze locali.

Dopo aver immerso con  curiosità il cucchiaino nella fredda poltiglia densa, ma anche liquida, e averlo avvicinato al naso per valutare l’odore (gradevole), con circospezione ne ho tastato il sapore sulla punta della lingua. Una vera rivelazione, perché il suo gusto delicato e fresco è un modo piacevole per concludere pasti speziati e – proprio per questo – può creare assuefazione, infatti nel corso del viaggio ho scoperto diverse sue varianti, tutte molto gradevoli.

Si tratta principalmente di riso cotto nel latte, con aggiunta di zucchero e talvolta cardamomo, oppure con una spruzzata di cannella e chicchi sparsi d’uvetta, o ancora con foglie d’oro per guarnizione: tanti modi per pulire la bocca, favorire la digestione e sorridere soddisfatti.

Nota. Per chi volesse assaggiare il Kheer senza affrontare un viaggio intercontinentale, la crema viene servita anche nei ristoranti indo-pakistani in Italia, mentre una sua variante per il largo consumo (a lunga conservazione) si trova anche nei supermercati!

Sull’India anche:
In giro per Delhi col tuk-tuk
La grande moschea dell’India

—————————————————————————————————–

The first time I was served a sort of rice pudding in a New Delhi restaurant I thought it was vomit of child, for that color of  milk not digested and for the little pieces of food unidentified floating inside.

The menu said it was ‘Kheer’, with English translation ‘Rice Pudding’ under, as a hallmark. But in this case, like many foods imported from other cultures, the dish had a mutation that adapted the appearance and taste to local needs.

After soaking with curiosity the spoon in cold dense pulp, but liquid, and have it up to my nose to assess the odor (pleasant), I gingerly tasted on my tongue. A real revelation, because its fresh, delicate taste is a good way to end spicy meals and – for this reason – it can addictive, in fact during the trip I tried several variations, all very tasty.

The receipt says to cook the rice in milk, adding sugar and sometimes cardamom, or with a sprinkle of cinnamon and scattered grains of raisins, or with gold leaf: many ways to clean the mouth, aid the digestion and have a satisfied smile.

Note. For those who want to taste Kheer without get an intercontinental journey, the cream is served at the Indo-Pakistanis restaurants, and a long-life variation is also findable in supermarkets!

About these ads

Etichette: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Categorie: India

Seguimi

Ciao, sono Barbara e questo è un messaggio automatico per la conferma del servizio di sottoscrizione al blog. Per favore, conferma come da indicazioni qui sotto.

2 commenti su “A tutto Kheer!”

  1. Giovy
    settembre 6, 2012 a 11:52 am #

    Sicurametne da provare :)

Dì la tua

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d bloggers like this: