Palazzo della Cisterna

Da dimora nobiliare a sede educale, fino a sede del potere politico provinciale: la storia di un palazzo s’intreccia a quella della sua Città.

Dall’alto portone si scorge un portico scuro su cui si apre un cortile in pavé e, in fondo, il verde d’un giardino curato in cui zampilla una fontana essenziale. Una dama in abiti ottocenteschi sventola vezzosa il suo ventaglio e già introduce alla visita di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, storica dimora torinese.

Normalmente chiuso al pubblico, perché sede della Presidenza della Provincia, le visite sono permesse solo una volta al mese, su prenotazione. Guidati da volontari molto appassionati e preparati, la visita parte dalla Biblioteca di Studi Piemontesi, ove sono custoditi migliaia di volumi tra cui alcuni del ‘400 e altri in edizioni vergate a mano dagli autori; prosegue poi nel vivo della residenza nobiliare, originaria del 1675 e successivamente ampliata, la cui casata intreccia la propria storia col ramo regnante di Casa Savoia e si conclude tristemente proprio come in un romanzo del Romanticismo.

Colpiscono i lampadari, imponenti, anche se non della stessa epoca dell’edificio poiché questi – a candela – dovettero soccombere con l’avvento dell’elettricità. Interessanti i quadri antichi e le sculture moderne esposte su mensole e tavoli in legno scuro, massiccio.

In un susseguirsi di corridoi, camere e saloni, ogni angolo racconta un pezzetto di Storia e le persone in costume d’epoca, che in ogni ambiente attendono il passaggio dei visitatori, ci ricordano che di quella siamo figli.

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