Moneglia, la porta delle Cinque Terre

Sulla Riviera Ligure, la cittadina di Moneglia è posizionata in una baia delimitata da alti promontori su entrambe i lati, che interrompono il susseguirsi delle località balneari di Levante. Due gallerie a traffico alternato permettono i collegamenti via terra e scandiscono così la vita e le abitudini dei monegliesi: a orari fissi, ogni venti minuti, i semafori sincronizzati consentono il transito delle vetture attraverso i cunicoli a una carreggiata, che fino ai primi del ‘900 ospitavano la ferrovia.

Iscritto tra i Borghi più Belli d’Italia, essa rappresenta la base ideale per visitare le Cinque Terre e vanta una storia plurisecolare. Le particolarità sono un paio: sulla fiancata della Chiesa parrocchiale di Santa Croce sono appesi alcuni anelli della catena che chiudeva il porto di Pisa, ricevuti in dono da Genova nel 1284 per aver contribuito alla vittoria sull’avversaria Repubblica Marinara. Altra bellezza è la Chiesa di San Giorgio con annesso Chiostro, del 1396, diventato oggi un bell’hotel in cui regna la filosofia dello ‘slow-living’, ossia soggiornare nella tranquillità spirituale di un luogo antico.

Spiagge sabbiose e calette rocciose soddisfano gusti diversi; gli amanti del trekking e del free-climbing possono trovare gratificazione sull’Appennino retrostante; gli itinerari naturalistici si snodano anche attraverso gli ulivi da cui si estrae dell’olio DOP.

Placida in inverno, è d’estate che si anima – senza scomporsi – di turisti del Nord Europa e di italianissime famiglie con bambini e adolescenti, consacrando la Liguria a luogo elettivo per  le vacanze all’insegna della tranquillità. Non le manca nulla: il budello ombreggiato coi negozi ‘marittimi’, le piazze col monumento ai marinai e ai caduti della Grande Guerra, i ristoranti sotto gli hotel, le pizzerie e le gelaterie, la focaccia, sdraio, cabine e ombrelloni, oltre a un lungomare pieno di panchine dove accomodarsi per fare il pieno di iodio e combattere i mali della stagione fredda.

Una sorta di garanzia, che cristallizza questo tratto di costa nostrana nel tempo della giovinezza e del revival, infatti non stride il concerto di glorie anni ’80 nella discoteca della vicina Sestri Levante. Wild Boys? No, bad boys!
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Info su come raggiungere le Cinque Terre.
a. Auto/moto: il cuore delle cittadine è pedonale, perciò – parcheggiato il mezzo – bisogna comunque percorrere dei tratti a piedi per raggiungere ciascuna; non esistono strade dirette che collegano un centro all’altro, quindi bisogna scavalcare i pendii appenninici.
b. Treno locale: economico, frequente (salvo scioperi/ritardi) e pratico, ferma in centro a tutti i paesi e percorre anche un bel tratto costiero.

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