Sénanque, il silenzio e la lavanda

Immersa nei campi di lavanda, l’Abbazia cistercense dove si respira il profumo della tranquillità

Le immagini riportano la vista frontale dell’Abbazia di Sénanque, nella Francia meridionale, immersa in un campo di lavanda e con la pietra chiara che brilla in un cielo terso. Eppure il vero colpo d’occhio è arrivando dall’alto, quando l’edificio religioso compare all’interno di un vallone ed è completamente circondato dai campi del fiore provenzale per definizione.

Barbara Oggero fotografia Luberon Francia Provenza Senanque abbaziaMacchie di colore mescolate al verde bruno del Parco del Luberon, in Provenza, sanciscono la pace di questo luogo, dove il silenzio pare rotto solo dal ronzio incessante di migliaia di api laboriose. Istintivo è tuffarsi tra le lunghe file di piante, per imprimere sulle mani quel profumo delicato. E poi guardarsi tutt’attorno, per scoprire sulla propria retina che la tonalità viva di violetto vista in tante foto è smorzata da un sole sempre acceso, incapace di abbandonare questa terra per 360 giorni all’anno (così almeno dicono!).

Ugualmente appagante è la sensazione provata nel calpestare il terreno arido e polveroso, nel porsi al livello della natura e osservare l’attività degli insetti, nel respirare a pieni polmoni una pace pressoché assoluta. Un luogo appartato rispetto alle attività del mondo, che rende semplice comprendere le motivazioni alla base della sua fondazione nel 1148 da parte dei monaci cistercensi, dediti a una vita di preghiera e lavoro agreste.

Barbara Oggero fotografia Luberon Francia Provenza Senanque abbazia

Francia | Luberon, Abbazia di Senanque

Giunta praticamente intatta fino ai nostri giorni, delle visite guidate (in francese) a orari regolari portano a scoprire i luoghi dove i benedettini condussero la loro vita agreste nella consegna del silenzio. Dal grande dormitorio si accede alla spoglia Chiesa abbaziale, dove la luce filtra sull’altare attraverso tre grandi aperture, lasciando il resto nella penombra; nel Chiostro austero si apre la Sala Capitolare, in cui la comunità monastica si riuniva ed era autorizzata a parlare per decidere sulla vita comunitaria; per finire il buio Calefactorium, ove i monaci copiavano i manoscritti, riscaldati dagli unici camini presenti in tutta la struttura.

Abbandonato per secoli, è tornato ad essere abitato da una nuova comunità di religiosi dalla fine degli anni ’80 e oggi offre ospitalità per brevi ritiri spirituali, a prezzi modici. Per chi invece visita questo capolavoro architettonico in giornata, ma vuole portar con sé una testimonianza tangibile del luogo, il fornitissimo negozio accanto all’ingresso vende libri, cd e articoli di cartoleria, oltre a prodotti a base di lavanda (dal sapone alle caramelle), tra cui un miele che fa proprio esclamare: ‘Questo è nettare divino!”.

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