Castell’Arquato, fascino medioevale

Castell'Arquato-piazza

Alla scoperta del bel borgo emiliano, ancora poco battuto dal turismo massificato.

 

Tra Parma e Piacenza è un pullulare di castelli e rocche, testimonianze di un territorio vitale e produttivo praticamente da sempre. Numerosi manieri sorgono a rispettosa distanza l’uno dall’altro e paiono ancor oggi tenersi d’occhio dalle loro posizioni strategiche, come fu nelle intenzioni dei loro proprietari secoli addietro. Nomi che evocano poco alla memoria collettiva, ma che rappresentano ugualmente un grande patrimonio per il Paese, e che inizia a essere valorizzato attraverso circuiti storici, artistici e culturali.

Il borgo medioevale di Castell’Arquato rientra a pieno titolo tra i centri d’interesse, per la concentrazione di edifici nobiliari degni di nota e in adeguato stato di conservazione, dal Palazzo del Podestà, merlettato e sovrastato da una torre, all’avamposto militare del Torrione Farnese, dal Palazzo del Duca (alloggio degli Sforza), fino all’Ospedale S. Spirito costruito per ospitare in passato i pellegrini di una delle vie alternative alla strada francigena.

Situato a una ventina di kilometri da Salsomaggiore, la cittadina è adagiata su una collina immersa nella campagna coltivata con spighe dorate e la sua imponenza si fa notare da distante, con le sue torrette dal colore bruno del mattone in cotto con cui è stata costruita. Ancora poco battuta dal flusso turistico, nonostante la recente pubblicità con la Carrà e l’ambientazione di film internazionali, le case sono abitate dai suoi residenti e gli alloggi per i viaggiatori ridotti al minimo. Meta giornaliera di camperisti e motociclisti, che vi giungono lasciandosi portare dalle dolci curve delle strade provinciali, è percorrendo le sue strade lastricate con pietre di fiume (quelle che si fanno sentire sotto le suole) che si nota subito la mancanza della folla di turisti e dei negozi di souvenir, mentre la scelta per mangiare si riduce a una manciata di locali, tra ristoranti ed enoteche.

Graziosa come i rinomati centri toscani-umbri-laziali, il bel borgo emiliano è più rilassante, seppure l’incanto delle sue vestigia antiche sia guastato dal passaggio – frequente – delle auto e dal rumore dei loro spunti in salita. Il luogo è ideale per sbizzarrirsi con gli scatti fotografici, soprattutto all’interno della Rocca Viscontea (ingresso €4), sede della guarnigione militare adibita ora a museo della vita medioevale, o nel giardino sulla terrazza panoramica, dove sedersi per rinfrescarsi sotto le fronde di un albero e respirare l’aria calda della pianura.

Il mio parere: da visitare prima che diventi veramente famosa e venga presa d’assalto!

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Categorie: Italia

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