Tra Langhe e Roero

Langhe-Roero-arco

Terra di vigne e di vini pregiati. Terra di tartufi. Terra di rocche e borghi. Terra di miele e di frutta. Terra di nocciole, castagne e cioccolato. Langhe e Roero, terre generose e ricche di itinerari accavallati come le sue morbide colline.

Divisa geograficamente tra Bassa e Alta, la sua diversità si vede a occhio nudo: quasi attraversando un confine invisibile, le alture pettinate dalle coltivazioni lasciano il posto a boschi dalle foglie scure. Noccioleti e castagni da Cortemilia scendono lungo la Val Bormida e da Prunetto, Gottasecca e Saliceto indicano la strada del mare.

Il sole limpido enfatizza i colori della campagna ed è un piacere inseguirne il profilo dalla sella di una moto o sui pedali di una bicicletta. Dietro ogni curva si cela la sorpresa di un piccolo paese, dove la vita è scandita soprattutto dalle stagioni e dalla terra. Madre, sorella e padrona assoluta.

Bontà enogastronomiche deliziano i palati con salumi e formaggi accompagnati da un bicchiere di Barolo o di Barbaresco, le cui uve scure maturano attorno a Neive, Trezzo, Treiso, Montelupo, Benevello, Manera e – ovviamente – Barbaresco. Il miele di cardo, di castagno e di ciliegio viene prodotto lungo un percorso di 38 km che va da Bra a Cisterna d’Asti, toccando undici comuni, per lo più poggiati sulla dorsale delle Rocche.

Sono le Rocche a dominare dall’alto il paesaggio e dalle loro terrazze panoramiche pare proprio di essere il capitano di vascello, che scruta le ondulazioni del terreno fin dove si perde la vista. Otto comuni, sorti a ridosso dell’anno Mille, poggiano seguendo una linea retta da Cisterna d’Asti a Pocapaglia, a ridosso di strapiombi generati dall’erosione e ricoperti da una vegetazione fitta.

Infine il tartufo, odoroso o profumato a seconda dei gusti. Tubero allusivamente afrodisiaco, trova nella terra langarola un ambiente ideale per svilupparsi. Le mute dei cani detti ‘da trifola’, dal fiuto preparato, vengono lanciate in autunno alla ricerca del pezzo più grande e prelibato, da vendere al miglior offerente: ogni anno, nel Castello di Grinzane-Cavour l’esemplare di maggior pregio viene battuto all’asta raggiungendo cifre da capogiro.

Un capogiro diverso da quello che si prova sulla terrazza del maniero, da cui si può volgere lo sguardo di 360 gradi senza perdere per un solo istante la bellezza di questi luoghi.

Mangiato da: Trattoria La Salinera (Grinzane-Cavour)

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Categorie: Italia

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