Galline strozzate e bibite gassate

Mexico-San-Juan-Chamula-chiesa

Riti e tradizioni ancestrali del Chiapas, a pochi kilometri da San Cristóbal de las Casas.

La piazza antistante la piccola Chiesa di San Juan Chamula è gremita dalle bancarelle del mercato settimanale. Donne dalle camice bianche o blu e con le gonne ampie riempiono le ceste coi prodotti appena comprati, mentre i bambini ronzano tutt’attorno. I colori delle tende contrastano col bianco calce della facciata e il cielo terso richiama le tonalità delle pitture decorative. I colori sono accesi e il sole agli oltre 2000 metri del Chiapas fa sentire il suo calore crudo sulla pelle.

Il viaggio porta in questo angolo di Messico, tra alte montagne e a pochi kilometri da San Cristóbal de las Casas, perché la comunità conservativa dell’etnia tzotzil è riuscita a mantenere quasi inalterate nel tempo le proprie tradizioni, soprattutto le pratiche religiose, adattandole alla contemporaneità e senza perderne la radice. In questo piccolo paese di case dai muri scrostati e i tetti di latta, in occasione delle celebrazioni sacre si raccolgono i circa 80.000 membri provenienti dai villaggi circostanti. Momenti di festa che hanno come fulcro la cinquecentesca chiesa dedicata a San Giovanni Battista.

Dal grande portone frontale si accede dopo esser stati invitati e ammoniti dallo scattare fotografie all’interno, perché – secondo la credenza locale – catturerebbero l’anima delle persone. Un divieto perentorio che è bene rispettare se non si vuole incorrere in dolorosi scuotimenti e battiture con bastone da parte dei vigili e anziani guardiani. Anche le guide locali, che spiegano la ritualità di una religione cattolica e ugualmente pagana, riservano un trattamento punitivo verso i trasgressori, perciò limitarsi a catturare con gli occhi la particolarità del luogo, della gente ivi raccolta, dell’atmosfera oscura illuminata dai fasci di luci delle finestre è davvero l’unica alternativa.

Il pavimento è cosparso di aghi di pino, per simboleggiare la fertilità della Madre Terra, e da mozziconi di candele messe in circolo, sparse un po’ ovunque, a segnare i riti già eseguiti. Un odore di chiuso mescolato alla cera fusa e al calore di molti corpi raccolti in uno spazio piccolo satura l’aria. La superficie su cui muoversi è ridotta e il rischio di calpestare qualche piccolo altare improvvisato è reale, oltre che pericoloso. Le statue di Santi dalle fattezze di bambole naïf osservano i movimenti nella casa sacra appoggiati alle pareti e circondati da simboli votivi. Non ci sono panche da cui assistere alla Messa, sulle quali appoggiarsi per pregare o per effettuare i rituali liturgici.

Le persone siedono sul pagliericcio, alla ricerca di un contatto diretto con la Natura, a piccoli nuclei famigliari con spesso un bambino e una gallina al centro; un uomo in tunica nera e investito di un ruolo religioso officina il rito: le candele vengono accese mentre iniziano le litanie incomprensibili, pronunciate a più voci e in tempi diversi, creando così un basso brusio di fondo. Il culmine del rituale si raggiunge con il sacrificio della gallina e il bambino accarezzato col corpo della bestia appena uccisa. Bibite gassate in bottiglia poste accanto vengono infine bevute con lo scopo di facilitare l’espulsione (rumorosa) di spiriti maligni e peccati. Una semplicità liturgica e primitiva che lascia poco spazio all’immaginazione, che colpisce per la sua singolarità e alla quale la comunità resta strenuamente attaccata con orgoglio.

Tradizioni antiche e perse nel tempo, che hanno mescolato l’ancestrale con il nuovo senza perdere la propria identità di fondo, come accade con le Tortillas di farina di mais. Continua a leggere su LiveMilano.

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Info pratiche: se non si dispone di un mezzo proprio è consigliabile affidarsi alle agenzie di San Cristobal per organizzare la visita. I costi sono praticabili e il ‘tour’ tocca sempre più punti del territorio, occupando tutta la giornata.
Dormito a San Cristobal: Hotel La Noria (pulito, accogliente, tranquillo)

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Categorie: Messico

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2 commenti su “Galline strozzate e bibite gassate”

  1. giugno 6, 2012 at 4:47 pm #

    A San Juan Chamula ho vissuto davvero momenti strani.
    I riti maya mi incuriosivano ma sentire tutti quei rumori stimolati dalla Cola mi sconquassava e non poco.
    E’ cmq un’esperienza da provare.

    • giugno 7, 2012 at 6:46 am #

      il tuono delle bibite gassate in quel contesto impressiona e non si dimentica facilmente :D
      da vedere (con discrezione), assolutamente sì!

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