Bellezza in bicicletta

Marocco-bici

La riscoperta della bicicletta e di itinerari cicloturistici europei nella Giornata mondiale dell’Ambiente.

La bicicletta ha quel fascino un po’ retrò e molto romantico che ricorda a ciascuno di noi la prima, vera impresa della vita quando, tolte le rotelline e iniziato a pedalare vorticosamente, il mezzo è stato in piedi da solo e sfrecciava sotto uno sforzo fisico immotivato per quella strada di campagna, in quel giardinetto di mezza periferia o dentro un cortile, tra alte case dove la gente stava affacciata a bersi il caffè.

Riposta poi per eccesso di benessere e sostituita dai mezzi più consoni alla società del consumo, ora sta avendo un pregevole revival sia per gli spostamenti urbani, che per viaggiare. I fattori scatenanti sono sicuramente diversi e tutti tangibili: la crisi economica che impone più attenzione alle spese; lo sviluppo di un turismo sostenibile; la voglia di godersi i luoghi con calma e con un ritmo dettato dal proprio fisico e dal proprio interesse, senza esser sottoposti a stremanti tour de force da catalogo.

Poiché le piste ciclabili in Italia sono poco più che brevi tratti comunali – interrotti nel nulla e progettati per le scampagnate domenicali delle famiglie - stupisce trovare il nostro paese tra gli itinerari cicloturistici di EuroVelo, associazione attiva dal 1997 che ha stilato un elenco di 12 percorsi per viaggiare con le due ruote attraverso l’Europa. Da nord a sud, da est a ovest e con tragitti circolari, il Continente viene coperto dal Portogallo alla Russia (con la sola esclusione dell’Islanda e di altri angoli remoti o meno dotati) e lo Stivale figura sia per la Via Francigena (da Londra a Roma) che per l’Itinerario Mediterraneo da Cadice ad Atene (passando per l’Emilia ora terremotata).

Tanti propositi onorevoli del gruppo di studio, come si leggono sul loro sito: ‘Favorire la cooperazione internazionale e la armonizzazione degli standard nelle infrastrutture ciclistiche’, ‘Promuovere l’attenzione ai problemi dei ciclisti’, ‘Indurre maggiore utilizzo del trasporto pubblico a scapito dell’auto privata o dell’aereo’, ‘Catalizzare la realizzazione di cicloitinerari locali influenzati dall’itinerario europeo’. Tra questi spicca anche quello -molto reale- di potenziare il turismo nelle piccole comunità locali: il ciclista deve – per necessità dettata dalle proprie risorse al seguito – attingere dal territorio durante il percorso e ciò giova, ovviamente, ai piccoli esercizi commerciali, ai ristorantini e agli alberghetti sulla rotta. Presupposto interessante, che dovrebbe far capire a quanti si stanno sforzando, coi loro titoli blasonati, di trovare i motori per la ripresa economica di un’intera Comunità.

Ma dove vai bellezza in bicicletta,
così di fretta pedalando con ardor.
Le gambe snelle, tornite e belle,
m’hanno già messo la passione dentro al cuor.

[Bellezze in bicicletta, 1950]

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Categorie: Vecchia Europa

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