Due giorni ad Atene

I luoghi principali da visitare nella capitale della Grecia.

La diatriba sempre aperta in famiglia è su quanti giorni servono per visitare una grande città. Ogni centro urbano, soprattutto se di grandi dimensioni come la capitale di uno Stato, possiede bellezze e angoli che richiedono tempo per essere scoperti; necessitano di passeggiate, magari un po’ annoiate, per lasciarsi colpire da un particolare o attrarre da un portone aperto e assaporare il piacere di un palazzo storico nascosto, di una chiesa polverosa, di un giardino curato amorevolmente.

Barbara Oggero fotografia Grecia Atene Acropoli

Grecia | Atene, Acropoli

Due giorni talvolta sono pochi, ma spesso sono gli unici che si riesce a pianificare durante un viaggio alla scoperta di un territorio più vasto qual è la Grecia. Due giorni sono però un tempo sufficiente per apprezzare o meno un luogo e decidere se tornarci un’altra volta ed esplorare quanto escluso dalla mancanza di tempo. Tornare ad Atene dopo averla accarezzata per una giornata scarsa sedici anni prima è una piacevole riscoperta che obbliga a scavare nei ricordi per effettuare una comparazione tra la città di ieri e quella di oggi. La riconosco e la trovo sempre caotica ma con una spinta di modernità che deve fare i conti con la presenza di monumenti eterni, ai quali tributare il massimo rispetto e riguardo, perché veri patrimoni della nostra Civiltà.

Barbara Oggero fotografia Grecia Atene Acropoli

Grecia | Atene, Acropoli – Cariatidi

La visita inizia sempre dall’Acropoli, appoggiata sulla collina appiattita che domina la città. Come una ‘Maya’ giace fiera e languida per lasciarsi ammirare dalle strade sottostanti o da uno dei tanti tetti piatti adibiti a cocktail bar, piscine, ricettori di paraboliche. Partire dal grande complesso è una questione pratica e conviene presentarsi all’orario di apertura (estate: 8-20), perché alle nove del mattino il sole batte già feroce su quella piana quasi totalmente priva di ripari e la visita diventa un percorso di sopravvivenza in condizioni proibitive che rischia di offuscare la maestosità di monumenti tra i quali spiccano il Partenone, le Cariatidi (copie) dell’Eretteo, il tempio di Atena Nike e il Teatro di Dionisio.

Barbara Oggero fotografia Grecia Atene Tempio di Dionisio

Grecia | Atene, Teatro di Dionisio

Una differenza notevole rispetto al primo soggiorno nella capitale greca è nella viabilità: le strade del centro storico sono diventate pedonali, sostituendo il traffico e lo smog che le attanagliava con locali e ristoranti aperti praticamente sempre. Sembra di essere in un grande museo all’aperto, dove è piacevole camminare con calma perché in un circuito di 3 km si ammirano il Tempio di Zeus Olimpio e l’Arco di Adriano, l’Antica Agorá, il viale delle tombe del Ceramico, l’Agorá romana, lo storico mercato delle pulci di Monastiráki e il romantico quartiere Pláka. Un unico biglietto consente poi l’accesso a sei siti archeologici: al prezzo di 12€ e con una validità di quattro giorni si incentivano le visite ammortizzando il costo.

Grecia | Atene, Agorà

Grecia | Atene, Agorà

Un buon modo per riprendersi dalla calura è entrare al Museo dell’Acropoli, che nella sua struttura moderna e molto ben organizzata accoglie reperti provenienti dal sovrastante e omonimo sito; il portico antistante, inoltre, è percorso da piacevoli correnti d’aria e grandi cubi di rosso marmo si rivelano delle ottime sedute. Un’altra via per godere del fresco è addentrarsi tra le stradine tortuose e collinari di Plaká e Anafiotika, quartieri dall’architettura turco-cicladica dove son fiorite taverne (turistiche, soprattutto) in cui fermarsi ad assaggiare alcuni piatti della cucina tradizionale.

Barbara Oggero fotografia Grecia Atene chiesa ortodossa

Grecia | Atene, chiesa ortodossa

Percorrendo le vie del centro s’inciampa in piccole chiese ortodosse, come quella di Agia Ekaterini e di Agios Eleftherios risalenti al XII secolo: entrare significa proiettarsi in un mondo dove il rapporto con la religione e il divino è molto forte e diretto, quasi quanto il profumo intenso dell’incenso; non c’è posto per sedersi in tranquillità, ma basta poco per cogliere lo sguardo sereno delle icone a cui i fedeli si accostano per il bacio rituale.

Barbara Oggero fotografia Grecia Atene Syntagma

Grecia | Atene, Syntagma

Non può mancare neppure un giro nelle vie dello shopping, a Ermou e strade limitrofi. Grandi marche globalizzate e centri commerciali hanno preso il posto – qui come ovunque – dell’artigianato, che è il cuore materiale delle economie, soprattutto se in difficoltà. La strada, dall’aspetto vagamente lussuoso, porta al centro del potere in Plateia Sýntagma, così famosa per i ripetuti scontri da manifestanti e forze dell’ordine. Colpisce che, mentre le televisioni italiane mostravano ancora le immagini di guerriglia di poche settimane precedenti la visita, la Piazza si presenta ordinata e senza neppure un sanpietrino fuori posto. I soldati della guardia, con il pon-pon sulle scarpe, vigilano sul monumento del milite ignoto e involontariamente si prestano a migliaia di foto ricordo.

Barbara Oggero fotografia Grecia Atene pon pon guardie presidenziali

Grecia | Atene, pon pon delle guardie presidenziali

La vicina stazione della metropolitana merita una visita, oltre a permettere il passaggio fino al Parlamento: all’interno di teche in vetro sono esposti i reperti ritrovati durante la sua costruzione e una parete lasciata a vista mostra le diverse ere archeologiche, visibili a occhio nudo. Il palazzo del Parlamento, in stile ovviamente neoclassico, è visibile anche dalla Piazza, stando comodamente seduti su una delle panchine, mentre tutt’attorno la vita e il traffico scorrono tranquilli, sotto lo sguardo vigile di alcuni militari. Bisogna attendere la sera per veder la gente radunarsi in piccoli focolai di contestazione, con qualche striscione e manifesto, ma sembra più un sit-in di famiglia che un’avanguardia di guerriglieri.

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