La Festa del Sole sulle Ande

Perù-Cuzco

Sulle Ande peruviane si celebrano ancora gli antichi riti dell’impero Inca.

Il territorio del Perù si divide in deserto, sierra e selva, per definire l’arida zona a ridosso dell’Oceano Pacifico, le alte vette andine oltre i 4.000 metri slm e la foresta amazzonica, luogo violato dallo sfruttamento intensivo delle sue risorse e – al contempo – regno della biodiversità.

Tre zone che nonostante la prossimità geografica presentano tratti diversi e hanno condizionato lo sviluppo di società distinte nel corso della Storia, fino all’arrivo dei colonizzatori di Pizarro nei primi decenni del ‘500. Nonostante la sistematica opera di annientamento delle popolazioni e la decostruzione della loro cultura operata dagli spagnoli (che passò anche attraverso lo smontaggio dei loro edifici per costruirne altri d’ispirazione europea), alcune usanze sono sopravvissute nei secoli e si intrecciano con la forte credenza cattolica.

È soprattutto sulle Ande che ciò avviene, dove le etnie si sono ritirate in microcosmi come gli Uros sulle isoleflottanti del Lago Titicaca, oppure a Cuzco, la capitale dell’impero Inca, oggi indiscussa capitale archeologica delle Americhe e la più antica città del continente a esser stata abitata senza soluzione di continuità. Porta d’ingresso della famosissima Machu Picchu, è circondata da altri siti di grande suggestione collocati nelle valli tutt’attorno.

In un raggio di 15 kilometri, tra curve che seguono il saliscendi andino, si trovano le cittadelle di Pisac e Ollantaytambo, Chinchero – ovvero il luogo dove nasce l’arcobaleno – e Saqsaywamán, un forte di grande importanza sia militare che religiosa per gli Inca. Nome difficile da pronunciare (che la guida locale consiglia di associare alle più semplici parole di ‘sexy woman’), in lingua quechua significa ‘falco soddisfatto’ e ciò che oggi è visitabile è solo una minima parte dell’originaria imponenza.

Le sue mura tortuose, il cui peso di una pietra supera le 300 tonnellate, erano i denti del puma: la forma animalesca è riscontrabile sulle cartine, identificando il corpo in Cuzco e la testa nella fortezza sulla collina. I suoi resti, sopravvissuti ai coloni-predoni che utilizzarono le rocce squadrate per costruire i loro edifici in città, sono ogni anno il teatro dell’antico rituale della festa al Sole: Inti Raymi.

Il 24 giugno, data del Solstizio d’Inverno e di San Giovanni Battista, viene messo in scena un cerimoniale sfarzoso della durata di alcuni giorni che prevede danze e musiche in costumi tradizionali, fino al sacrificio di due lama con lo scopo di predire il futuro e garantire una stagione proficua.

Se il lama viene ucciso a scopo sacrificale, è invece l’alpaca a trovare spazio sulla tavola peruviana, con bistecche davvero gustose. Il Perù è un paese dall’apprezzabile arte culinaria, ricco di pietanze variegate, ma anche inusuali per le abitudini mediterranee. Continua a leggere su LiveMilano.

Per visitare Cuzco e i siti limotrofi, il Boleto Turìstico.

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Categorie: Perù

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2 commenti su “La Festa del Sole sulle Ande”

  1. maggio 24, 2012 a 9:32 am #

    Ecco un luogo dove mi piacerebbe volare…

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