Il tesoro del Borneo

Barbara Oggero foto Malesia Orang Utan

Gli Orang Utan, il popolo della foresta: vi racconto una giornata trascorsa al Sepilok N.P. nel loro habitat

Con l’umidità della foresta pluviale bisogna conviverci, perché non lascia alternative: toglie il respiro e adagia sul corpo e sugli abiti una patina di vapore che diventa acqua al contatto. Il groviglio di natura, alberi ad alto fusto e un florido sottobosco, impedisce alla luce di rischiarare e il verde, in un arcobaleno di nuance, domina su tutti i colori.

Ambiente ricco di fauna, oltre che di flora, il Borneo malese occupa una parte della terza isola più grande al mondo e accoglie la montagna più alta, il Kinabalu coi suoi oltre 4.000 metri. Paradiso della biodiversità, al suo interno si trovano immense varietà di piante da fiore coi colori sgargianti, migliaia di specie di alberi, oltre a mammiferi terrestri e a uccelli, ma è la presenza degli Orang Utan a renderlo un posto unico al mondo.

Barbara Oggero foto Malesia Orang Utan

Malesia | Gli Orang Utan al Sepilok

Politiche disinvolte applicate alla tutela della foresta e forti interessi economici per la coltivazione intensiva delle palme da cui trarre l’olio (usato dai biscotti ai prodotti per motori) ha portato nel corso dei decenni a un ridimensionamento dell’habitat di questi simpatici mammiferi, arrivando a decretarne il rischio d’estinzione. Per questo motivo a Sepilok, vicino a Sandakan (nella provincia di Sabah) venne istituito nel 1957 un centro di riabilitazione, che divenne area protetta alcuni anni dopo, in cui vengono accolti soprattutto gli orfani di orango.

I cuccioli crescono in un ambiente amorevole e semi-selvatico, seguendo un percorso che va dalla cattività a una libertà limitata entro un’area protetta, fino a essere definitivamente lasciati andare nel cuore della foresta che ancora sopravvive. Nella fase di libertà ‘condizionata’ il visitatore del centro può incontrarli, seguendo delle norme di buon senso che vengono illustrate all’ingresso: animali timidi, ma curiosi e abituati al contatto con gli umani, la guida consiglia di non avventurarsi fuori dal sentiero tracciato e di non incoraggiare i primati ad avvicinarsi, per evitare il rischio di vedersi sfilare macchine fotografiche, cappellini o addirittura i vestiti come viene raccontato in gustosi aneddoti che suscitano l’ilarità collettiva.

Barbara Oggero foto Malesia Orang Utan

Malesia | Sepilok, il pasto degli Orang Utan

Una passerella sollevata dal terreno, in cui si aggrovigliano radici, foglie e animali conduce in un percorso principalmente acustico: i rumori della foresta si mescolano al fruscio dei rami lasciati dagli oranghi dopo il loro passaggio. Una larga palafitta è la meta della camminata e il luogo da cui assistere al pasto dei piccoli, a base di banane servite dai ranger due volte al giorno (alle 10 e alle 15). Alcuni colpi sugli alberi avvisano che il cibo è giunto ed esemplari di età diverse accorrono da più parti per accaparrarsi uno o più caschi polposi.

Dita prensili di mani e piedi si aggrappano ai rami e alle corde, mentre occhi svegli studiano la situazione. Furti e scippi dei frutti sono il primo approccio al cibo, a cui seguono baruffe e urla. Ciascun frutto viene poi sbucciato con perizia, prestando attenzione che nessuno rubi la pozione raccolta e mettendosi anche in posa davanti agli obiettivi impazziti, come fossero attori consumati su un red carpet. Finito il pasto, gli Orang Utan riprendono la macchia, ma se un cucciolo più maldestro degli altri manca la presa è probabile che atterri tra le braccia di un inconsapevole turista e poi fugga veloce, lasciando quest’ultimo incredulo dell’incontro ravvicinato e –soprattutto– senza il cappellino!

Barbara Oggero foto Malesia Orang Utan

Malesia | Sepilok, gli oranghi

Curiosità: Nella lingua malese, il termine orang significa uomo, popolo, tribù, gruppo etnico; la parola utan indica invece gli alberi, la foresta. Orang utan, riferito ai primati del Borneo, denomina dunque il popolo della foresta, stabilendo così che non vi fosse alcuna differenza sostanziale tra il genere umano e quei timidi e intelligentissimi esseri che abitavano sugli alberi. Ciò è testimonianza di un profondo, sacro rispetto verso la natura che li circondava e alimentava. Rispetto che sopravvive ancor oggi, nella società moderna, seppur debba combattere con maggiore frequenza le logiche di guadagno che guidano le azioni di governi e di aziende multinazionali.

Sulla Malesia: Le scimmie urlatrici del Borneo

Info pratiche
Aeroporto: Sandakan – Sabah
Indirizzo Batu 14, Jalan Labuk – Sandakan – Sabah
Come raggiungerlo: se non si aderisce ai tour organizzati (in vendita nelle agenzie e nei villaggi turistici della zona) si possono prendere taxi o autobus (capolinea: Town Council) da Sandakan. L’autobus lascia all’incrocio col Centro ed è necessario procedere a piedi per un kilometro. La tariffa del taxi è negoziabile (vale sempre, in Malesia).
Distanza da Sandakan: 23km
Orario: tutti i giorni, 8-17 (biglietteria: 9-11/14-15.30)
Costo: adulto 30RM /minori 18anni 15RM – Macchina fotografica, videocamera 10RM

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Categorie: Malesia

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