La legge della Savana

Botswana-Ghepardo

Leone, leopardo, elefante, rinoceronte e bufalo sono tra gli animali che vivono negli stati sudafricani e popolano l’immaginario di chi si avvicina a un safari. Vennero definiti Big Five dai cacciatori bianchi che scorrazzavano nella savana per le difficoltà incontrate nell’abbatterli, per la loro mole e per la strenua difesa davanti ai fucili. Riflettendo però oggi sulla classifica di queste bestie si riconosce quanto essa sia parziale e ingiusta verso altri esemplari di pari bellezza o imponenza come il veloce ghepardo, il pericoloso ippopotamo o la flessuosa giraffa, senza trascurare lo squalo bianco e la balena che navigano nella baia di Port Elizabeth.

Trovarsi al cospetto di ciascuno è un’emozione forte che si imprime nella pelle, scuote i nervi e marchia l’animo a vita. C’è qualcosa di profondo e indefinito nel brivido provato ammirando la loro imponenza e nel percepire quell’imprevedibilità fuori da qualsiasi schema, tipico della natura. Non esistono appuntamenti o regole, non esiste la possibilità di gestire l’avvistamento secondo i tempi del turismo: essi vivono e si spostano a prescindere dalla presenza delle jeep cariche di gente e macchine fotografiche che si spostano alla ricerca dello scatto-trofeo.

Per questo è importante sapere, prima di partire per qualsiasi Stato dove vengono organizzati i safari, che solo il caso o la fortuna determinano gli incontri. Se poi nell’arco di poche ore ci si imbatte in un leone satollo accanto a una carcassa di un buffalo, o in un leopardo col pellame ancora sporco del sangue di un impala sgozzato o in un ghepardo acquattato sulla riva di un fiume per dissetarsi, bisogna esser consapevoli di aver vissuto un momento più unico che raro, perché questi selvatici felini rappresentano, a parere di molti, la quintessenza dello stato brado.

Il ghepardo, con la sua testa piccola e il corpo slanciato, si muove guardingo e guidato da un radar interiore che trova nella sua coda il timone per quelle curve a gomito e quei movimenti scattanti. Il leopardo fiero è incurante dell’eccitazione procurata dalla sua presenza: strizza gli occhi e si pulisce con la lingua ampie fette di pelliccia.

Il leone è il re della savana: si muove sicuro di una potenza incontrastata dovuta anche all’harem di leonesse che gli assicura cibo e progenie; si guarda attorno con quei suoi occhi gialli, di vetro, e per un istante entra nell’obiettivo prima di aprire le fauci in un sonoro sbadiglio e, mostrando la dentatura acuminata, spiega con quel solo movimento della mascella qual è la legge della Savana.

Le foto sono state scattate in Botswana.
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Categorie: Continente Nero

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