Il cammino della Via Francigena

Via-Francigena-Roma

Da Canterbury a Roma, la Via Francigena attraversa il centro-nord dell’Italia e permette di esplorare e conoscere itinerari meno conosciuti, ma ricchi di grande suggestione paesaggistica e artistica.

Il Medioevo fu un periodo particolarmente ricco e fantasioso tra le fila cattolico-cristiane per elaborare e mettere in pratica metodi di espiazione. Tra questi, alcuni erano molto dolorosi e altri, invece, stancanti, ma tutti con lo scopo di mortificare il fisico per innalzare lo spirito. Percorrere a piedi un lungo tragitto con meta finale uno dei luoghi cardine della religione è tra questi espedienti ed è un’attività sopravvissuta nei secoli e tornata in auge negli ultimi anni, anche come forma di turismo (quasi) ecologico, lento e (abbastanza) sostenibile.

Tra i cammini più famosi dell’anno Mille si annovera quello sulla strada per Santiago de Compostela, ormai consolidato e strutturato tra Francia e Spagna, che ogni stagione raccoglie molti i pellegrini protesi alla conquista della conchiglia e alla remissione dei peccati. Quasi perduto il tragitto in Terra Santa, piegato dalla troppa violenza attorno e dentro, che seguendo le rotte tracciate sul mosaico di Madaba, in Giordania, portava a Gerusalemme da oltre 150 località di tutto il Medioriente, e fino alle sponde della Grecia ortodossa. In fase di affermazione la più variegata Via Francigena, coi suoi 1800km da Canterbury a Roma, percorsa per la prima volta nel 990 d.C. dall’Arcivescovo inglese in visita a Papa Giovanni XV.

Un itinerario decretato Culturale Europeo dal 1994 perché, attraversando Regno Unito, Francia, Svizzera e quindi Italia, è in grado di metter in evidenza differenze e similitudini di una parte del nostro continente, le cui storie nazionali si sono ripetutamente intrecciate. Un modo per valorizzare – con 79 tappe da 20-25km l’una – i patrimoni culturali, artistici e gastronomici di zone anche distanti. Solo nel nostro Paese la Via attraversa sette regioni e 140 Comuni, totalizzando oltre la metà delle tappe complessive.

Rispetto al percorso originario, nel tempo le strade intraprese dai pellegrini furono diverse e spesso parallele, con la tendenza a raccordarsi in punti strategici. Perciò ciascuna zona ha iniziato a valorizzare la propria parte del percorso con iniziative locali ad hoc, che vanno dalla comune passeggiata lungo fiumi o scalando lievi pendii, ad attività più ricercate e composite come la mezza maratona tra le risaie di Vercelli giunta nel 2012 alla 6° edizione.

Un modo questo per mettere in luce il territorio e le sue attrattive, considerate minori ma ugualmente ricche di storia e fascino, facendo compiere a ciascuno un viaggio – magari dietro casa – seguendo antiche orme di viandanti. I frequenti scambi commerciali e culturali, nonché il passaggio degli eserciti per la via francescana, hanno contribuito infatti alla nascita di monumenti nei principali centri del percorso, come la Cattedrale di Lucca, o quella di Sarzana, o ancora di Fidenza (ove venivano custodite delle reliquie connesse al pellegrinaggio). Santuari e oratori dedicati ai diversi santi protettori del cammino vennero fondati: Giacomo, Cristoforo, l’Arcangelo Michele sono solo alcuni sparsi nel territorio.

Punti di ristoro e ospitalità sono stati predisposti lungo il tracciato, oggi percorribile a piedi, a cavallo o in bicicletta, lontani dal traffico automobilistico. Perciò non bisogna stupirsi se sulla porta di qualche istituto religioso, come il Duomo di Viterbo, si trova l’icona del frate con bastone e zainetto, che un passo davanti all’altro procede fiducioso verso la Capitale, destinazione finale perché luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo.

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Categorie: Italia

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3 commenti su “Il cammino della Via Francigena”

  1. Giuliano Mari (Ziobuio per gli amici e i claun di corsia)
    aprile 19, 2012 at 6:06 pm #

    Concordo in pieno con questo articolo.
    Nel 2009 ho percorso a piedi il tratto italiano della via Francigena dai 2473 metri dell’Ospizio del Gran San Bernardo fino a Roma. Un’esperienza di viaggio e di vita lunga 1000 chilometri e durata 40 giorni, attraversando il paese più bello del mondo e conoscendo la gente speciale che lo abita.
    Da questa esperienza è nato un diario di viaggio che poi è diventato un libro “1.400.000 passi sulla via Francigena” EmmeBi Edizioni Firenze, nel quale sono descritte le emozioni e le sensazioni da me provate durante questo viaggio straordinario.
    Buon cammino a tutti
    Giuliano Mari

    https://www.facebook.com/pages/1400000-passi-sulla-via-Francigena/154019108004109

    • aprile 19, 2012 at 9:33 pm #

      Complimenti davvero. L’Italia è un gran bel posto: dobbiamo solo imparare a viverlo adeguatamente e a valorizzare il territorio con le sue peculiarità

      • aprile 20, 2012 at 10:04 am #

        Gentile Barbara,
        Nel mio piccolo mi do da fare e ogni volta che me ne viene offerta la possibilità partecipo a incontri dibattiti, presentazioni di libri sulla Francigena e sui nostri cammini. Il prossimo incontro sarà al Caffè Letterario che si terrà il 1° maggio alle ore 17,00 a Monza allo “Spazio Solferino 25″ in via Solferino 25 dove presenterò il mio libro “1.400.000 passi sulla via Francigenahttps://www.facebook.com/pages/1400000-passi-sulla-via-Francigena/154019108004109 Ma non mi dimentico del “lavoro sul campo”, che è quello che più mi piace fare: conoscere fisicamente e camminare sulla e nella mia Terra. A fine maggio, infatti dovrei partire da Roma e niziare un’altra meravigliosa camminata che in un mese mi dovrebbe portare fino a Santa Maria di Leuca, prima sull’antica via Micaelica fino a Siponnto e poi lungo il mare sempre più giù fino a Finis Terrae, appunto Santa Maria di Leuca. I verbi sono e devono essere tutti al condizionale perchè andare a piedi non è come viaggiare comodamente seduti in macchina, andare a piedi comporta qualche rischio anche se riempie gli occhi il cervello e l’anima di esperienze speciali.
        Gentile Barbara, ti ringrazio di avermi ospitato sul tuo bellissimo blog e spero di incontrarti in qualche manifestazione che parli di Cammini e del nostro Bel Paese.
        Un cordiale saluto
        Ziobuio

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