Taormina, tra storia e dolci specialità

Taormina innanzitutto è affascinante, incastonata sulla scogliera da cui contempla il vulcano fumante posto di fronte e il Mar Mediterraneo che si apre sotto e raggiunge l’orizzonte. Vi si arriva dopo averla vista tante volte in fotografia e dopo averla sentita decantare un po’ da tutti per la sua bellezza paesaggistica, per la ricchezza storica e monumentale che risale all’antichità, per la bontà dei suoi dolci e i gioielli di pietra lavica, per fare del sano struscio serale nella via principale, che a dispetto della sua dimensione si fregia del nome di Corso Umberto I, dove si riversano turisti e locali in un’ostentazione e un orgoglio che l’assimila a tante località rinomate.

Al di là della bella nomea e dell’aura glamour, Taormina è davvero piacevole soprattutto se si esce dai cliché e la si scopre addentrandosi nelle strette stradine, tra case di pietra e cascate di bouganville che risplendono nel furore del sole siciliano. In primavera poi, quando la natura è nel pieno del suo rigoglioso sbocciare e la temperatura è un sogno proibito per chi arriva da nord, trascorrervi un week-end è piacevole e consente di visitare le sue attrazioni con un ritmo tranquillo, senza rinunciare a un tuffo in mare dalla spiaggia sottostante di Isola Bella o di visitare i vicini Giardini Naxos.

Il monumento principale della cittadina messinese è senza dubbio il Teatro Antico, dalla posizione strategica e scenografica di grande effetto: proprio dietro al palco, fronte al pubblico seduto sulle gradinate, si apre un arco che incornicia perfettamente il mare e la costa. Di epoca ellenistica (III sec. a.C.), venne costruito per le rappresentazioni teatrali, fu usato dai romani per i combattimenti dei gladiatori, mentre oggi è tornato ad allietare il pubblico con manifestazioni musicali, teatrali e festival. Gli antichi romani hanno lasciato traccia del loro passaggio costruendo l’Odeon, un piccolo teatro ora diroccato, ma che accoglieva un pubblico privilegiato per rappresentazioni elitarie e discussioni di piccoli gruppi.

Palazzo Corvaja si trova sulla centralissima Piazza Vittorio Emanuele ed è un esempio interessante di architettura siciliana del ‘400 con i suoi mattoni chiari e le finestre a metà tra il rinascimentale e il moresco; sede del Parlamento Siciliano, oggi ospita il Museo di arte e tradizioni popolari dell’isola. Sempre centrale e nell’omonima piazza è collocato il Duomo, dedicato a San Nicola: facciata medievale e portale barocco, è un bell’edificio di sobria bellezza. Il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, in via de Spuches, è immerso nel verde della macchia mediterranea dai profumi intensi e inebrianti; costruito nel XIV secolo in stile gotico – siciliano con elementi arabi, è il summa della regalità di questa zona, punto d’incontro tra civiltà e culture diverse che qui si sono fuse.

Per spezzare la visita e recuperare le energie disperse, le pasticcerie aperte nel Corso offrono tipiche specialità, dalla granita alla cassata, ma la vera delizia arriva quando, in una stradina dietro l’angolo ci si imbatte in un laboratorio artigianale famigliare, che sforna dolciumi tutto il giorno, invadendo col suo profumo il perimetro circostante. A quel punto sarà difficile resistere, tra il sapore di mandorla e quello di pistacchio e l’imbarazzo della scelta porterà verso l’unica, sensata decisione: assaggiare tutto!

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Info pratiche.
Dove mangiare: Trattoria Il Baccanale 
Dove acquistare i dolciDa Roberto > prepara pacchi por avión e consegna in tutta Italia
Per andare al mare è consigliabile prendere l’efficiente funivia Taormina-Mazzarò, che ha la propria stazione fuori dalla Porta Catania e arriva direttamente sul lungomare.

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