Pifferi e Clique nelle vie di Basilea

basilea carnevale - pifferai 01

Nato come dispetto alla Chiesa di Roma da parte della protestante cittadina svizzera, il Carnevale di Basilea è una tradizione secolare consolidata che irrompe nella Quaresima.

In un’ansa del fiume Reno, la cittadina svizzera di Basilea conserva intatta l’aura della sua storia nonostante le sue vicissitudini politiche e religiose, oltre al presente industriale nel campo della chimica e del farmaceutico. La Cattedrale romanica è uno dei pochi monumenti ancora esistenti che la collegano alle sue radici; le torri irregolari ne caratterizzano la facciata, mentre all’interno giacciono le spoglie mortali di Erasmo da Rotterdam. Il Municipio in mattonato rosso richiama fortemente l’architettura tedesca del ‘500 e domina la piazza del mercato con la sua slanciata figura. Il ponte sul fiume risale al 1125 e venne costruito coi proventi ottenuti dalla vendita dei beni ecclesiastici.

Un gesto quest’ultimo che spiega egregiamente il rapporto spesso conflittuale tra la cittadina protestante del cantone francese con la chiesa di Roma. Un rapporto costellato anche da dispetti come la decisione da parte della municipalità di festeggiare il carnevale ben cinque giorni dopo l’inizio della Quaresima. Tradizione inaugurata sul finire del 1300, consolidata nel tempo e che tutt’oggi richiama un folto pubblico e vede la partecipazione di decine di migliaia di persone locali mascherate.

Il lunedì che segue il Mercoledì delle Ceneri (ovvero il prossimo 27 Febbraio), Basilea si sveglia alle quattro del mattino dal rintocco delle campane. Le luci nelle vie si spengono e il buio domina creando una sospensione del tempo. Un’antica melodia si leva poco alla volta, suonata da migliaia di pifferi e riempie i vicoli del centro storico. Un lungo corteo mascherato (Morgenstraich) segue la musica, portando delle alte lanterne -illustrate con temi satirici legati a fatti di cronaca- e segnando così l’inizio del Fasnacht Carnival: tre giorni pressoché ininterrotti.

Organizzati in Clique, i partecipanti concludono la sfilata attorno a un tavolo per gustare i due piatti tipici di questa notte fuori dalla norma: la Mehlsuppe, una minestra con farina arrostita e verdura, e un tortino di cipolla o di formaggio.

Gli appuntamenti del carnevale sono scanditi con regolarità e precisione: lunedì e mercoledì gli oltre 400 gruppi sfilano per la città sia al mattino che al pomeriggio, seguendo un percorso fisso. I Cortège, i cortei, allietano il pubblico assiepato con mascheroni grotteschi, legati a un tema unico per tutti, scelto nei mesi precedenti. Il loro passaggio è segnato dal suono di pifferi, tamburi e ottoni, che paiono non tacere mai durante tutto il periodo. Il martedì è invece la giornata dedicata alla sfilata dei bambini, che riproducono la stessa tradizione degli adulti.

Anche le centinaia di lanterne della notturna sfilata brillano per la durata dei festeggiamenti e fanno bella  mostra in Münsterplatz, il luogo fulcro del carnevale più austero al mondo dove è bandito ogni riferimento al sesso e nessuna maschera o illustrazione può alludervi. Sono la satira e la critica sociale a far da padroni: basta entrare in una qualsiasi delle Stammtisch dove si radunano i membri delle Clique per sentire i commenti mentre si travestono coi panni della vecchia zia bisbetica (Alte Tante) o con quelli di un contadino francese caricaturato (Waggis).

Sul far del tramonto la gente si ritrova in bar, ristoranti e caffè per commentare i fatti della giornata, per discutere del tema principe del carnevale, per ascoltare le storielle in rima dei cantastorie create apposta nel dialetto del cantone (il Baseldütch). Fuori, nelle vie, le brass band prendono il posto di pifferi e tamburi, riempiendo le orecchie di musica contemporanea, suonata in veri e propri concerti di strada.

È un rituale che si ripete ogni giorno, ogni sera e ogni notte fino alle quattro del giovedì mattina quando le campane rintoccano l’ora, gli strumenti tacciono, le lampade si spengono e Basilea torna alla normalità entrando – anche lei – in Quaresima.

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Categorie: Svizzera

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