La musica occitana anima il Gran Ballo d’Inverno

I “Piccoli spiriti blu” di Rebecca Horn illuminano il Monte dei Cappuccini e al buio la chiesa sembra un’astronave che aleggia sul Po, osservando la vita notturna dei Murazzi. Un affresco affascinante quello che si gode da Piazza Vittorio nelle serate limpide d’ogni stagione.

Com’è bella la vista di Torino dal Monte, anche se questa sera le migliaia di persone attese per il ‘Gran Ballo d’Inverno’ avranno probabilmente più impegnate le orecchie degli occhi. Nel parcheggio antistante inizia alle 21 il concerto dei Lou Dalfin, che con il ritmo indiavolato della musica occitana riletta in chiave moderna -con una sapiente convivenza tra melodie endemiche, riff di chitarre, richiami alle canzoni d’autore, rap e reggae- sapranno riscaldare gli animi e allontanare i rigori della stagione fredda.

Giunto all’11° edizione, il Gran Ballo è organizzato in collaborazione col CAI ed è un’opportunità per far conoscere ai giovani le sue attività, oltre ad avvicinarli al mondo alpino attraverso le proposte del Museo, che al Monte dei Cappuccini ha la sede.

Il concerto si concluderà a mezzanotte, quando chitarre, fisarmoniche, violini e ghironde termineranno di raccontare la storia della gente delle valli al confine con la Francia, nel cuneese. Territorio questo che si congiunge con un’area geografica molto più estesa, fino alla Catalogna, e su cui campeggia ancora la Croce di Tolosa come simbolo di appartenenza culturale a un’etnia che è sopravvissuta alla discriminazione religiosa e ora tenta di sopravvivere alla globalizzazione.

In contemporanea s’inaugura presso il Museo della Montagna la mostra fotografica “Dal Garda alle Dolomiti”: 16.000 immagini storiche in esposizione fino al 20 maggio 2012.

Foto dalla rete (senza fonti)

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