Grattando il cielo

grattacieli

Dalla Torre di Babele a Tom Cruise: l’infinita sfida umana per raggiungere il Cielo.

Nell’ultima versione del film sulle missioni improbabili, Tom Cruise scala senza ausilio di controfigura il grattacielo più alto al mondo. Il Burj Khalita di Dubai, inaugurato nel 2010, raggiunge quota 828 metri (compresa antenna) e probabilmente è visibile in tutti gli Emirati Arabi. La sua forma ricorda un fulmine scagliato dalla terra verso il cielo, quasi fosse una risposta al biblico gesto di scompigliare l’umanità impegnata nella costruzione della Torre di Babele per esautorare Dio dal suo trono.

Dalla notte dei tempi l’uomo protende perciò verso il cielo. La storia della Bibbia si riferisce al gigantesco Ziqquarat, il tempio mesopotamico di Babilonia voluto da Nabuccodonosor nel XII secolo a.C. e parzialmente distrutto da Serse, il re persiano, nel IV secolo. Il suo stato di rudere divenne quindi leggenda e fu usato dalla religione cristiana come monito per sopire qualsiasi aspirazione umana.

Ogni epoca ha avuto i suoi “grattacieli”, quali rappresentazioni di un potere: politico, religioso o economico. Talvolta tutti e tre insieme. Ecco allora nell’antico Egitto la Piramide di Cheope a Giza, appena fuori da Il Cairo. Vederla è un’emozione immensa, forse la più grande mai provata, perché è l’unica delle sette meraviglie del mondo antico giunta sino a noi. Costruita intorno alla metà del secondo millennio a.C., coi suoi 146,6 metri originari, è stata l’edificio più alto del mondo per circa 4.000 anni. Attualmente alta solo 138 metri (per la rimozione del rivestimento sia dall’erosione che dagli abitanti della metropoli egiziana per altre opere di edilizia), conserva immutate la sua maestosità e il grande fascino grazie anche alla piana desertica su cui si posa, insieme alla Sfinge e alle più piccole tombe di Chefren e Micerino, tutte dello stesso colore della roccia.

Anche la religione cristiana si è servita dell’altezza per dimostrare al popolo sia il potere che la ricchezza. Cattedrali gotiche sparse per l’Europa impongono la loro presenza nei centri storici e avevano un impatto impressionante rispetto all’altezza e alla struttura delle comuni abitazioni. Ne è un esempio la cattedrale Notre-Dame di Rouen, la cui costruzione originaria risale al X secolo d.C. e che, grazie alla guglia, raggiunge i 151 metri. La sua facciata e le torri intarsiate di archi e statue dei santi assumono colori diversi nel corso della giornata, regalando spettacolari effetti cromatici resi ancora più preziosi da Claude Monet che, grazie ai suoi appostamenti pittorici, ha consegnato alla storia dell’arte un campionario di quadri in cui lo stesso soggetto assume contorni diversi (talvolta fin irreali) grazie alle diverse luminosità.

A un esperimento artistico si può pensare vedendo la Sagrada Familia a Barcellona. L’infinita cattedrale alta 175 metri ricorda quei castelli di sabbia costruiti sui bagnasciuga o, per i più fantasiosi, dei termitai. Questo però era il disegno visionario di Gaudì, che lavorò al progetto per oltre 40 anni, dedicandovi gli ultimi 15 anni della sua vita. Tanta dedizione non si spiega solo con l’immensità raggiunta dall’opera architettonica, ma anche al valore che egli vi attribuì: considerandola come la propria vita, ne curò personalmente tutti i particolari e tutti i passaggi, finché la morte non lo colse accidentalmente con le fattezze di un tram prima di vederla ultimata.

L’uomo attribuisce quindi a questi edifici un valore simbolico, come nel caso della Fernsehturm di Berlino. La torre della televisione in Alexanderplatz, coi suoi 368 metri, e il punto di riferimento della capitale tedesca, poiché è visibile da ogni distretto e aiuta i turisti più disorientati a trovare la direzione. Costruita  tra il 1966 e il ’69 nella parte est della città per volontà del governo della DDR, doveva segnare la supremazia politica e tecnologia del sistema socialista. A 207 metri la forma affusolata è interrotta da una sfera d’acciaio (dove è posta la terrazza panoramica girevole con ristorante) che fu però fonte di imbarazzo per il regime: la sua ombra proiettata anche sulla parte ovest e ricordava agli abitanti la forma di una croce, icona vietata. I berlinesi occidentali definirono sarcasticamente il fenomeno come ‘la vendetta del Papa’.

Da una veloce lettura dell’elenco degli edifici più alti al mondo, con relativo anno di nascita, si nota come l’asse si sia spostato negli ultimi decenni dagli Stati Uniti all’Oriente. Su venti grattacieli, ben 16 sono distribuiti nella fascia di territorio che va dal Medioriente alla Cina, a dimostrazione che oggi detiene il potere chi gestisce l’economia. Le Petronas Twin Towers di Kuala Lumpur sono dette anche Menara Petronas in onore della compagnia petrolifera che le ha costruite. Ultimate nel 1998, le due torri gemelle sono alte 452 metri ciascuna e costituiscono una delle più imponenti opere dell’ingegneria umana, soprattutto per il ponte (lo Skybridge in vetro) che unisce i due edifici a 171 metri da terra, consentendo il passaggio da uno all’altro. Fino al 2003 sono state l’edificio più alto al mondo e, trovandosi sotto, nel giardino con fontana, è un colpo alla cervicale reclinare il collo per arrivare fino alla cima della sua antenna. La pianta richiama uno dei simboli principali della religione islamica, mentre il design esterno incorpora i motivi dell’artigianato tradizionale malese ed espressi nelle 32.000 finestre. Ventinove ascensori a doppia cabina in ogni torre porta agli uffici di diverse multinazionali, a dimostrazione che – da quel dì di Babele – l’uomo si è ingegnato e applicato per raggiungere il cielo sempre più velocemente e con maggiore comodità.

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Categorie: reporterpercaso

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