I Selvatici dei carnevali tradizionali piemontesi

L'orso di segale di Valdieri

Selvatici - vecchi di Champlas du Col/Sestriere

“Orsi, lupi e uomini selvatici nei carnevali tradizionali del Piemonte” è un interessante progetto per il recupero delle figure folcloristiche, riconosciute come patrimonio immateriale e intangibile regionale, che durante il Carnevale trova il suo periodo ideale per mostrarsi. Una mostra-evento itinerante organizzata dal Museo di Scienze Naturali di Torino metterà infatti in mostra maschere animali inedite con lo scopo di raccontare la storia di un Piemonte che sfugge al consolidato sapere ufficiale. Una cultura sotterranea e locale per raccontare le origini dei miti che sono la base del nostro modo di essere e di credere, recuperando le usanze della tradizione orale.

L'orso di segale di Valdieri

Figure simboliche giungono da zone disparate del territorio alpino: l’orso di segale di Valdieri, l’orso di piume di Cortemilia, il selvatico-uomo albero di Murazzano, i selvatici-i vecchi di Champlas du Col/Sestriere, il lupo di Chianale, le Barbuire di Lajetto con le figure dei brutti che interpretano il processo di umanizzazione dell’animalità. L’esposizione pone inoltre la sua attenzione sulla Baìo di Sampeyre (in Val Varaita), un carnevale le cui fonti risalgono al 1892 e che, dal secondo dopo guerra, si tiene ogni cinque anni.

Selvatico - uomo albero di Murazzano

I protagonisti sono gli animali perché rimandano ai ritmi della natura, alla scansione del tempo e delle stagioni secondo dei principi che la modernità ha sottratto al quotidiano e che pone nella loro celebrazione il passaggio dall’inverno alla primavera, nonostante il calendario. Coi giorni della merla si ritiene infatti che il freddo peggiore sia passato, il risveglio della natura ha effettivamente il suo principio e gli animali escono dalle loro tane e dai loro letarghi.

L’orso (o il selvatico) è il principe delle feste poiché meglio rappresenta lo stato brado dell’essere. Oltre alla Festa che Aosta dedica a Sant’Orso gli ultimi due giorni di gennaio, è particolare la manifestazione organizzata dal Comune di Govone (TO) la sera del 31 gennaio: nell’antico Giorno di Marcia i valligiani attirano fuori casa qualcuno con un pretesto qualsiasi, rievocando un gioco a cui tutti sono invitati a partecipare, indossando abiti colorati e cappelli stravaganti, oltre a portare con sé oggetti rumorosi per spaventare l’orso che potrebbe nascondersi in una delle abitazioni visitate. Accolti dal grido ‘Fora l’ors’ (fuori l’orsi), i malcapitati beffati vengono sommersi dal rumore di coperchi e pentole, fischietti e campane secondo la logica che in quel giorno tutto è concesso.

Caccia all'orso di Mompantero

Nel fine settimana del 4 e 5 febbraio l’orso sarà ancora protagonista nella rievocazione della caccia di Mompantero dove, secondo un’antica storia popolare, un barbaro giunse in città e venne scambiato per l’animale e trattato come tale. Racconti leggendari che illustrano il rapporto dell’uomo col diverso, sin dalla notte dei tempi.

Le foto sono tratte dai siti delle manifestazioni.

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Categories: Italia, monografica, Vecchia Europa

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