
La Strada dei Re attraversa la Giordania da nord a sud e nel corso degli ultimi 5.000 anni ha visto il passaggio di Nabatei, Romani, Ottomani, Inglesi e ora di turisti alla scoperta delle bellezze discrete di questo paese mediorientale.
Le sue curve e i suoi rettilinei permettono infatti di attraversare e conoscere luoghi ricchi di storia
e di sacralità, poiché non si può ignorare che queste terre sono state la culla del cristianesimo.
Sin dalla crocefissione di Gesù, quest’area ruvida e desertica venne attraversata da pellegrini diretti alla Città Santa, come testimonia il ricco mosaico rinvenuto a Madaba, cittadina a 30 kilometri da Amman.
Ribattezzato la Mappa della Terra Santa, coi suoi 94 mq di superficie era una vera cartina consultabile, che spaziava da Tyros al delta del Nilo, fino alle sponde del Giordano. Dei circa due milioni di tasselli colorati che raffiguravano animali, valli, fiumi e oltre 150 città, solo un quarto è sopravvissuto al tempo, agli incendi e
all’acqua, ma è ancora chiara la composizione di quella parte di mondo nel VI secolo. Tra tutti i nomi scritti in greco spicca la raffigurazione di Gerusalemme, fortificata, con 21 torri e 6 porte: distante solo alcune centinaia di kilometri, l’antica città israeliana appare molto lontana da qui, forse più oggi che allora.
Per poter ammirare quanto resta di questo storico collage bisogna entrare nella chiesa ortodossa dedicata a San Giorgio. Costruita a fine ‘800, tra le colonne decorate, le icone di santi, l’odore d’incenso e la luce flebile di sottili candele, si può tentare di trovare i principali siti biblici sparsi tra il Medio Oriente, l’Egitto e la Palestina. Terre di fede e di speranza, troppo spesso senza pace, oggi come allora.








Commenti recenti