Al- Karak, il castello conteso

In Giordania, tra le mura del Castello dove si scontrarono crociati e mussulmani

Il vento si infila nelle strette feritoie che illuminano i cunicoli e scende nei sotterranei della fortezza di Al-Karak, nel sud della Giordania, da cui talvolta, si dice, proviene ancora l’urlo di dolore dei prigionieri del terribile sovrano Rinaldo de Chatillon. Una disperazione che giunge fin sulle alte mura, da cui i prigionieri venivano crudelmente gettati.

Abbarbicato sulla cima di un’altura, a oltre 900 metri sul livello del mare, il castello è situato all’estremo meridionale di una roccaforte tutt’oggi abitata, ed è separato dalle case da un profondo fossato, quale ulteriore baluardo difensivo. Scrutando l’orizzonte dalla sua cinta, l’occhio non trova impedimento e spazia fin dove può: con la sua posizione dominante sulla vallata circostante, non stupisce che molti condottieri si siano affrontati e abbiano dato la vita di tanti soldati per la conquista e il dominio delle terre ad essa connesse.

La storia che queste mura raccontano è di guerre, dominio e sangue, in un’epoca che parte dal XII secolo e giunge fino ai primi del novecento.Giordania | Castello Al-Karak

 

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